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Saturday, August 9, 2008

Bed and breakfast in Italia

Un nuovo sito per coloro che cercano un bed and breakfast in Italia. Un sito di qualità che si prefigge di mostrare gli alloggi tramite un'ottima galleria fotografica, grafica accattivante, facilità di navigazione e ilcontatto diretto tra utente e gestore. Bed And Breakfast Italy .COM offre anche una selezione di piccoli hotel in Italia, agriturismo e appartamenti indipendenti (case vacanza).

Visita Bed And Breakfast Italy .COM cliccando qui:
http://www.bed-and-breakfast-italy.com/

Thursday, October 11, 2007

Bed and breakfast in Trentino - La carta dell'ospitalità


In Trentino è nata un'associazione che ha creato un sistema di qualità dei bed and breakfast della provincia.

Ecco la carta dell'ospitalità familiare a cui si devono adeguare le strrutture di bed and breakfast che vogliano far parte del Club.



Filosofia del sistema
La Carta dell’Ospitalità Familiare disciplina modalità di adesione e condizioni di permanenza nel "Sistema" dei titolari di B&B, individua requisiti strutturali e gestionali di servizio, nonché specifici impegni, il cui rispetto ed applicazione da parte degli aderenti costituiscono la premessa essenziale per appartenere al Club e per garantire un servizio di qualità al cliente.I titolari di B&B che aderiscono al "Sistema Qualità dei B&B in Trentino" si impegnano a rispettarne la filosofia gestionale espressa e a tradurre in coerenti servizi e comportamenti nei confronti dell’ospite tutte le indicazioni strutturali e gestionali previste.

Condizioni strutturali minime
I requisiti di tipo strutturale previsti dalla Carta dell’Ospitalità riguardano:1.Esterno dell’abitazione: deve essere gradevole e in buono stato di manutenzione; inoltre deve essere facilmente individuabile dai turisti, mediante la giusta valorizzazione del marchio di appartenenza al Sistema di Qualità.2.Camera da letto: la Carta individua sia la metratura minima per tipologia di stanza sia la dotazione di base da assicurare all’ospite.3.Bagno: il bagno può essere in comune con la famiglia, a meno che il B&B non disponga di più di due camere. La Carta dell’Ospitalità individua la dotazione minima per il bagno.

Aspetti gestionali
La Carta dell’Ospitalità familiare prevede oltre a dei requisiti strutturali anche dei vincoli di natura gestionali finalizzati ad aumentare la qualità del servizio erogato.1.La pulizia dei locali che deve avvenire quotidianamente mentre il cambio della biancheria da camera e da bagno va fatto all’arrivo di ogni nuovo ospite e almeno due volte alla settimana o diversamente su richiesta dell’ospite stesso.2.Somministrazione cibi e bevande: devono essere proposti per la colazione prodotti di origine e qualità garantita, preferendo quelli tipici trentini.3.Accoglienza: il gestore di un B&B aderente al Sistema di qualità si impegna a garantire la sua reperibilità e a offrire un’accoglienza calorosa, mettendo l’ospite a suo agio e fornendogli tutte le informazioni sulla località e sulle regole della casa.4.Prezzi: vanno esposti in maniera visibile e devono indicare il costo per notte (comprensivo di prima colazione) riferito all’unita abitativa e differenziato per numero di ospiti presenti. All’interno del Club sono state definite delle politiche di prezzo minime (doppio uso singola, bambini in camera con i genitori, caparra, terzo letto aggiunto) che i gestori si impegnano a rispettare.

Aspetti organizzati e funzionali: Per quanto riguarda la gestione del Sistema di qualità dei B&B in Trentino, la Carta dell’Ospitalità prevede:1.Organo di gestione: ha compiti di coordinamento, controllo, monitoraggio, ispezione e formazione. Nella prima fase l’Organo di gestione è individuato presso il Servizio Turismo della Provincia, anche se in futuro tale ruolo potrà essere demandato ad un altro organismo rappresentante dei gestori aderenti.2.Monitoraggio: al fine di avere un costante feed back dal cliente è stata predisposta una Scheda di Soddisfazione da consegnare all’ospite assieme alla busta preaffrancata e preindirizzata all’Organo di gestione.3.Adesione al Sistema per aderire al Sistema di qualità dei B&B in Trentino è necessario richiedere un sopralluogo da parte dell’Organo di gestione e ottenere parere favorevole all’entrata nel Club.

Informazioni disponibili al sito web: http://www.trentinobedandbreakfast.it/

Wednesday, July 11, 2007

Il cuore del Chianti Classico apre le sue porte all'ospitalità

BADIA A COLTIBUONO
Questa secolare struttura di Gaiole in Chianti ha aperto le sue porte a viaggiatori e visitatori che desiderano vivere una rara ed unica esperienza. E' possibile dormire nella storia e trascorrere la notte nelle antiche celle del convento, oggi trasformate in accoglienti e confortevoli camere da letto, oppure affittare un appartamento per sentirsi "abitanti" di Badia a Coltibuono. A 650 metri s.l.m., le giornate estive sono temperate e la villa naturalmente fresca. Gli ospiti possono passeggiare e rilassarsi nel giardino all'italiana oppure godere della grande piscina scoperta. Nei periodi freddi Badia a Coltibuono mette a disposizione una vasca interna riscaldata per nuoto controcorrente, con annesso bagno turco.

L'attenzione e lo spirito con cui Badia a Coltibuono è gestita è ben espressa dalle riflessioni dei membri della famiglia che gestiscono il relais e l'azienda agricola:

"Siamo quattro fratelli, Emanuela, Paolo, Roberto e Guido Stucchi Prinetti, eredi dell'antica famiglia fiorentina dei Giuntini proprietaria dal 1846 di Badia a Coltibuono e della sua vasta tenuta nel cuore della Toscana. Nel grande passato di questa abbazia chiantigiana, ogni giorno, troviamo l'ispirazione e lo spirito per proseguire nella sua complessa gestione. Ci appassiona trasformare una realtà antica come questa senza tradirne la grande storia! Sappiamo trarre dalle sue tradizioni l'insegnamento e la cultura che ci consentono di affermarci come azienda leader del Chianti, pur nel segno di una rispettosa continuità. Siamo consapevoli che il valore di Badia a Coltibuono non riguarda solo noi, che oggi ne siamo proprietari, ma la collettività e chi, attratto e affascinato dall'olio, dai vini e dal valore di tale luogo, decide di venire a trovarci. Il nostro impegno è quello di consegnare alle future generazioni questa stessa proprietà, non solo come ci è stata tramandata, ma sempre più splendente e arricchita nella sua cultura originale. La medesima ricerca di alta qualità accomuna i nostri migliori vini al grande design: entrambi portano valori esclusivamente italiani, legati a un percorso storico unico partito dal Rinascimento. "

Finita la guerra, fu il figlio di Maria Luisa Stucchi Giuntini, Piero Stucchi Prinetti, scomparso nel 2002, a prendere in mano la tenuta e, grazie alla sua intelligenza, alla sua energia ed alle sue capacità manageriali, a trasformarla in una moderna azienda. Fu lui che iniziò ad imbottigliare e vendere, sul mercato nazionale ed internazionale, le migliori annate di Chianti Classico della tenuta finora conservate nelle antiche cantine dell'abbazia come riserva della famiglia. E sempre Piero Stucchi Prinetti è stato il primo a comprendere le potenzialità di un altro prodotto tradizionale della zona, l'olio extra vergine di oliva. Nel corso degli anni i figli sono subentrati nella conduzione dell'azienda. Emanuela Stucchi Prinetti ha iniziato una ventina di anni fa curando le pubbliche relazioni ed il marketing. Ha condotto corsi di cucina, assieme alla madre Lorenza de' Medici, e scritto libri di ricette, tradotti in varie lingue. Nel luglio 2000 Emanuela è stata la prima donna ad essere eletta Presidente del Marchio Storico del Chianti Classico. Oggi, coadiuvata dai fratelli, dirige l'azienda. Roberto Stucchi Prinetti si è specializzato in enologia in California e segue in modo particolare il mercato statunitense. Paolo Stucchi Prinetti invece ha portato ad alti livelli il ristorante di Coltibuono che propone piatti tipici locali, con varianti ispirate alla migliore cucina italiana. Guido Stucchi Prinetti si occupa dell'ospitalità, del wine resort e dei corsi di degustazione.

Badia a Coltibuono dispone di 8 camere doppie ricavate nella villa di famiglia. Le camere con bagno privato, ricavate nelle ex celle dei monaci, sono arredate con mobili antichi, ognuna con un proprio carattere che riflette l'eleganza del luogo. Tre di queste sono più spaziose con ampia veduta sul Valdarno mentre le altre 5 camere hanno la vista sul giardino rinascimentale.
All'interno delle mura dell'abbazia abbiamo due splendidi appartamenti disponibili per affitti settimanali.


Un'esperienza da non perdere.




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Friday, June 22, 2007

Chianti Classico: è la terra che fa la differenza

Non tutto il vino prodotto in Chianti è Chianti Classico. Per avere diritto a una denominazione non è infatti sufficiente la provenienza da un determinato territorio, ma devono essere rispettate tutte le regole previste nel disciplinare di produzione.La prima stesura del disciplinare di produzione per la DOCG Chianti e Chianti Classico risale al 1984, quando ancora il Chianti Classico era considerato una sottodenominazione della omnicomprensiva DOCG Chianti, anche se con un disciplinare separato che imponeva regole di produzione più severe rispetto a quelle previste per gli altri Chianti. Ma è solo nel 1996 che il Chianti Classico ottiene la definitiva consacrazione della sua importanza e primogenitura: con il Decreto Ministeriale del 5 agosto la DOCG Chianti Classico viene riconosciuta denominazione autonoma, sancendo una volta per tutte la sua diversità e indipendenza dagli altri vini Chianti. Infine, con le ultime modifiche apportate al disciplinare nel 2002, sono state inserite nuove regole qualificanti per il prodotto e per la denominazione.Una novità saliente riguarda la base ampelografica (ovvero i tipi di uva che possono concorrere alla realizzazione di un vino). Nel nuovo disciplinare sale infatti la percentuale minima di utilizzazione del Sangiovese (vitigno a bacca rossa, tipico della zona) dal 75 all'80%, potendo naturalmente essere utilizzato anche in purezza (fino al 100%). Insieme al Sangiovese possono essere presenti altri vitigni a bacca rossa, quelli autoctoni come il Canaiolo e il Colorino e altri "internazionali" come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, con una percentuale massima del 20%, mentre le uve bianche, Trebbiano e Malvasia, non potranno più essere utilizzate a partire dalla vendemmia 2006. La gradazione alcolica minima è di 12° per il vino normale e di 12,5° per quello della Riserva.Ma altri fattori produttivi molto importanti sono richiesti ad un vino per definirsi Chianti Classico: il nuovo vigneto entra in produzione dopo quattro anni dall'impianto, la resa a ettaro non può superare i 75 quintali (e questo significa 52,5 ettolitri di vino), la pianta deve produrre al massimo tre chilogrammi di uva. Per consentire l'armonico equilibrio tra tutte le varie componenti del vino Chianti Classico l'immissione al consumo è consentita dal 1° ottobre successivo alla vendemmia. Mentre per la tipologia Riserva, è previsto un invecchiamento minimo obbligatorio di ventiquattro mesi di cui almeno tre di affinamento in bottiglia.Oltre alla gradazione alcolica, di cui si è già detto, il vino Chianti Classico deve per legge avere caratteristiche precise che sono:Colore rubino vivace tendente al granato con l'invecchiamentoOdore vinoso, con profumo di mammola e con pronunciato carattere di finezza nella fase di invecchiamentoSapore armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, che si affina col tempo al morbido vellutatoZucchero massimo di 4 gr/l di zuccheri riduttoriEstratto secco netto minimo 23‰Acidità totale minima 4,5‰Infine, ma elemento di fondamentale importanza, il disciplinare impone che, oltre alla vinificazione, anche le operazioni di conservazione, imbottigliamento e affinamento in bottiglia debbano avvenire all'interno della zona di produzione.L'uva più importante che contribuisce a creare il vino Chianti Classico con una percentuale che dall' 80 giunge al 100% è il Sangiovese. E' questo il vitigno che oggi contraddistingue tutti i più importanti vini rossi DOC e DOCG dell'Italia centrale. E' un'uva molto sensibile ai fattori esterni, si tratti di terreno o di clima, e la sua maturazione non è certo precoce e talvolta è discontinua. E' però difficile individuare un altro vitigno che sappia così bene interpretare le caratteristiche di un suolo e modificare i propri profumi a seconda del terreno su cui nasce: cosicché un bouquet floreale rimanda alle arenarie, i frutti di bosco al calcare, il tabacco fresco al tufo. Ma sempre si deve ritrovare, quale che sia la zona di origine, quel sentore di viola mammola che lo stesso disciplinare di produzione individua come elemento caratterizzante e specifico del Chianti Classico. Possono accompagnare il Sangiovese altri vitigni a bacca rossa, tipici della zona o internazionali, ma è il Sangiovese l'anima del Chianti Classico, tant'è vero che già nel disciplinare di produzione del 1996 è prevista la possibilità di utilizzarlo in purezza.

Fonte:
http://www.chianticlassico.com/il-chianti-classico.htm

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